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Chirurgia dei genitali femminili

Chirurgia dei genitali femminili

Per “Medicina e Chirurgia intima femminile” s’intendono diverse procedure correttive, eseguibili singolarmente o in variabile associazione, ambulatorialmente o a regime di “day surgery”, finalizzate al perseguimento di una forma più gradevole e giovanile e/o di una più appropriata funzionalità dei genitali esterni. Fra esse sono annoverabili:

  • la chirurgia delle piccole labbra (“ninfoplastica”), solitamente dedicata alla riduzione di piccole labbra eccessivamente sviluppate, che fuoriescono dalle grandi labbra
  • il modellamento delle grandi labbra generalmente per ottenerne un aumento delle dimensioni mediante utilizzo di filler o del lipofilling
  • la riduzione dello spessore, della prominenza e/o della lassità del “monte di Venere”, cioè della regione pubica, mediante lipoaspirazione e/o lifting del pube
  • la medicina intima rigenerativa con PRP, ACIDO JALIRONICO o con lipofilling, da utilizzare in alcune particolari condizioni o patologie

Ninfoplastica – Chirurgia delle piccole labbra

La ninfoplastica o labioplastica consente di ridurre le piccole labbra vulvari e/o di correggerne una loro possibile evidente asimmetria. L’intervento viene eseguito principalmente per eliminare la fuoriuscita delle piccole labbra dalle grandi labbra e può essere eseguito in associazione all’aumento delle grandi labbra. L’intervento può avere finalità non solo estetiche ma anche funzionali: l’ipertrofia delle piccole labbra può infatti creare difficoltà nei rapporti sessuali e nella pratica di certi sport.

Esecuzione

  • Anestesia anestesia locale e/o sedazione.
  • Durata: 45 minuti circa
  • Procedura
    Dopo l’esecuzione di accurati disegni preoperatori, per una corretta definizione dell’area da trattare, viene somministrata l’anestesia locale mediante l’utilizzo di una crema prima di un sottilissimo ago poi. L’eccesso delle piccole labbra viene rimosso ed i margini cutanei suturati con filo riassorbibile. La parte operata viene trattata con una pomata antibiotica e ricoperta con delle apposite garze medicate.

Periodo post-operatorio

  • Per i primi 7-10 giorni: gonfiore variabile nella zona trattata
  • L’attività sessuale potrà essere ripresa 3 settimane circa dopo l‘intervento.

Possibili complicazioni

Nel corso dei primi giorni dopo l’intervento possono verificarsi: piccoli sanguinamenti, ematomi, infezioni, riapertura spontanea della ferita:

  • Infezione: viene trattata generalmente con antibiotici, medicazioni locali e solo raramente richiede un trattamento chirurgico.
  • Riapertura spontanea della ferita (deiscenza) spesso guarisce spontaneamente con medicazioni; più raramente necessita di una nuova sutura.
  • La sensibilità della pelle potrà rimanere alterata (diminuzione o perdita della sensibilità, formicolii) per un periodo limitato a poche settimane. In altri casi in corrispondenza delle cicatrici potrà manifestarsi un’ipersensibilità, specie nel corso dei rapporti sessuali. Di norma anche tale evenienza regredisce spontaneamente nel corso delle settimane.

Risultati

La ninfoplastica permette di ottenere un ridimensionamento delle piccole labbra che generalmente risulteranno contenute entro le grandi labbra. Le cicatrici cutanee prodotte dall’intervento diventano di norma invisibili nell’arco di pochi mesi.

Filler vulvare

Solitamente attorno ai 50 anni, la menopausa causa anche sull’apparato genitale femminile delle modifiche per la carenza di estrogeni. La riduzione di questi ormoni determina la comparsa di una cute vulvare meno elastica, mucose vaginali sottili, secche e fragili; questo quadro spesso si accompagna a dispareunia o dolore durante il rapporto sessuale e prurito idiopatico.

Il filler vulvare consente di:

  • migliorare i sintomi correlati all’ipotrofia cutanea e mucosa
  • migliorare l’aspetto dell’area vulvare ridando turgore alle grandi e piccole labbra, correggendo le cicatrici atrofiche e/o depresse post-cesareo e post-episiotomia.

Il filler vulvare è costituito da gel a base di acido jaluronico avente una densità specificatamente modulata per il trattamento dell’area genitale. Sono disponibili due tipi di gel, il primo indicato per obiettivi funzionali il secondo per finalità estetiche.

Per l’area genitale femminile vengono utilizzati solo filler completamente riassorbibili.

Esecuzione

  • Anestesia: nessuna o locale
  • Durata: da 10 a 30 minuti
  • Procedura:
    • finalità funzionale: il gel viene infiltrato nella mucosa dell’introito vaginale con una tecnica a piccoli pomfi e, se necessario, su tutta l’area vulvare allo scopo di idratare l’area e migliorare il trofismo della mucosa e della cute. Vengono effettuati 3 trattamenti distanziati di circa due mesi. Il ciclo di trattamenti viene ripetuto alla ricomparsa dei sintomi generalmente 6-12 mesi dopo l’ultima infiltrazione.
    • finalità estetica: il gel viene infiltrato con ago o con cannula in sede sottocutanea, in base al grado della riduzione volumetrica iniziale del grande labbro o della gravità della depressione cicatriziale dell’area da trattare. Il migliore risultato si ottiene dopo un numero di infiltrazioni variabile da 2 a 4.

Periodo post-trattamento

  • per 3-10 giorni evitare i rapporti sessuali;
  • per 7 giorni evitare qualsiasi attività che induca pressione sulla zona trattata (ciclismo, equitazione, ecc.) ed indossare indumenti che costringano l’area trattata;
  • per 10 giorni evitare luoghi affollati e/o umidi (piscine, palestre, bagni turchi, idromassaggio, ecc,);
  • per 15 giorni evitare di depilare l’area trattata o di utilizzare farmaci o cosmetici.

Possibili complicazioni

Dopo il trattamento è normale un modesto gonfiore che si riduce in 4-6 ore. In alcuni casi può verificarsi edema dell’area genitale per qualche giorno.

Ecchimosi o piccoli lividi possono essere causati dalla rottura di qualche piccolo capillare della pelle.

Risultati e loro durata

L’acido ialuronico idrata il tessuto, migliora l’elasticità della zona e, soprattutto, restituisce alle parti intime il volume perduto. La durata dell’effetto correttivo – sia esso estetico o funzionale – varia da 6 ai 12 mesi, dipendentemente dalle caratteristiche chimiche del prodotto utilizzato, dalle condizioni iniziali dell’area trattata, dal tipo di cute e dallo stile di vita della paziente.

Procedure alternative

Una procedura alternativa al filler vulvare è rappresentata dal lipofilling che consiste nel prelievo di tessuto adiposo con cannule sottili da diverse zone corporee (addome, natiche, fianchi) e successivo reimpianto del tessuto purificato nelle grandi labbra, nel monte di venere, al di sotto delle cicatrici da parto cesareo o da episiotomia. Il vantaggio del lipofilling rispetto ai filler risiede nella durata del risultato; il tessuto impiantato in parte viene riassorbito, ma la parte che resta, permane per anni, garantendo una correzione naturale, efficace e quasi permanente. Lo svantaggio del lipofilling risiede nella maggior complessità quindi maggiore durata dell’intervento.

Rimodellamento della regione pubica

Il rimodellamento della regione pubica permette di ridurre l’eccessiva prominenza del cosiddetto monte di Venere dovuta ad eccessivo accumulo di tessuto adiposo e di correggere la discesa dei tessuti conseguenti ai processi di invecchiamento.

Esecuzione

  • Anestesia: locale o locale con sedazione.
  • Durata: 45 minuti
  • Procedura: il rimodellamento del pube si ottiene con una delle seguenti procedure eseguibili singolarmente o in combinazione:
    • lipoaspirazione nei casi in cui sia presente un’eccessiva prominenza con cute elastica e di buona qualità, si elimina il tessuto adiposo in eccesso
    • lifting pubico nei casi in cui sia presente una discesa dei tessuti conseguente alla perdita di elasticità della cute:
    • asportazione di una striscia trasversale di cute e sottocute con un’incisione orizzontale simile al cesareo
    • sutura dei margini cutanei mediante punti riassorbibili posizionati nello spessore della pelle così da non lasciare segni e dar luogo ad una cicatrice pressoché invisibile

Sia dopo la lipoaspirazione, sia dopo il lifting pubico, la paziente deve indossare una mutanda elastica per un periodo di 3 settimane circa.

La lipoaspirazione consente di ridurre la prominenza del pube; il lifting del pube consente di distendere la cute e di eliminare, se necessario, eventuali eccessi di cute addominale (miniaddominoplastica).

Il rimodellamento del pube può essere eseguito contemporaneamente ad altri interventi di chirurgia intima femminile come la ninfoplastica, il rimodellamento delle grandi labbra.

Medicina intima rigenerativa

La medicina rigenerativa mediante utilizzo di PRP (Plasma Ricco in Piastrine) e il lipofilling (trapianto del proprio grasso) sta conquistando nuovi spazi con riferimento alle problematiche cutanee riguardanti la regione vulvare e vaginale. Il PRP consente di ottenere il ringiovanimento della cute e grazie al maggior apporto di ossigeno e nutrienti.

Il PRP, ricco di diversi fattori di crescita, consente – favorendo un maggior rapporto di ossigeno e stimolando la produzione di collagene e acido jaluronico da parte dei fibroblasti – di ottenere il ringiovanimento della cute e della mucosa della regione vulvare: il trattamento può essere associato all’utilizzo di filler o al lipofilling per conferire maggiore turgore e volume qualora la regione vulvare si presenti scarsamente tonica o assottigliata. Il lipofilling viene anche utilizzato per migliorare l’aspetto e la dolorabilità di esiti cicatriziali nella regione vulvo-vaginale (episiotomie)

Applicazioni di PRP autologo come unica terapia o associata al lipofilling consentono di curare efficacemente:

  • il lichen scleroatrofico della regione vulvare: malattia che causa il danneggiamento della mucosa vulvare e il precoce invecchiamento dei genitali esterni, con progressiva riduzione delle piccole labbra e restringimento dell’entrata del canale vaginale.
  • la secchezza vulvo-vaginale di varia origine (post-menopausa, post-trattamenti chirurgici, idiopatica) e quindi anche i sintomi correlati a tale condizione (bruciore, prurito, dispareunia – cioè dolore durante i rapporti sessuali).

Come in ogni procedura di medicina biorigenerativa, si osserva una variabilità individuale dei risultati (es: disponibilità di fattori di crescita e loro efficacia specifica). Ciò nonostante, la totale assenza di effetti collaterali significativi, la standardizzazione dei metodi di preparazione dei derivati piastrinici e le ampie evidenze di efficacia in ambito clinico e sperimentale su vari tessuti biologici, rendono tale trattamento uno dei presidi più interessanti ed avanzati a beneficio delle pazienti affette da problematiche medico-estetiche a livello genitale.

 

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